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“Prima sogno i miei dipinti, poi dipingo i miei sogni.”
Vincent Willem van Gogh
PROMPT AI esplora il progressivo trasferimento di intenzione e responsabilità dall’essere umano ai sistemi di intelligenza artificiale.
Attraverso quattro fasi — delega, sfruttamento, conformità e residualità — la serie racconta una trasformazione silenziosa, in cui l’automazione non si impone con violenza ma si afferma come scelta efficiente.
Gli ambienti neutri e ordinati riflettono un sistema che funziona perfettamente, mentre la presenza umana si ridimensiona fino a diventare marginale.
Non è una distopia, ma una constatazione: il sistema continua. La domanda è quale ruolo scegliamo di mantenere.

Prompt 04 - Residual Human

Prompt 03 - Compliance

Prompt 02 - Exploit

Prompt 01 - Delegation
Prompt 01 - Delegation
Prompt 02 - Exploit
Prompt 03 - Compliance
Prompt 04 - Residual Human
Playing System è una serie pittorica che utilizza il linguaggio del gioco per riflettere sui meccanismi del potere, del controllo e della responsabilità.
Pianeti immaginari diventano campi di gioco: Risiko, Lego, mostri, griglie apparentemente innocue.
Ogni elemento rimanda a regole semplificate, scelte già prese, conseguenze rimosse. Il gioco non è evasione, ma modello.
Un sistema che trasforma decisioni complesse in mosse, e il conflitto in strategia.
Quando tutto diventa gioco, la responsabilità scompare.

Tic Tac Toe Planet

Lego Planet 80x6

Monsters Planet 80x60

Risiko Planet 80x60
Risiko Planet 80x60
Monsters Planet 80x60
Lego Planet 80x60
Tic Tac Toe Planet 80x60

On the Way
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Chronicles of Cosmic Absurdity è una serie pittorica in cui lo spazio diventa un palcoscenico simbolico per indagare le contraddizioni dell’esistenza umana contemporanea. Attraverso composizioni surreali e figure solitarie — spesso astronauti sospesi tra azione e immobilità — Vincenzo Marino riflette sui paradossi del progresso tecnologico, sull’alienazione digitale e sull’illusione fragile del controllo.
In questa serie, l’astronauta diventa il protagonista di un viaggio che non celebra la conquista, ma l’assurdità dell’esilio. Non esplora mondi lontani: porta con sé frammenti del quotidiano — un picnic, un fiore piegato, il ricordo della Terra. Gesti semplici che, immersi nell’immensità dello spazio, acquistano un nuovo peso simbolico: diventano rituali di sopravvivenza emotiva, tracce di una memoria fragile e al tempo stesso resistente.
È qui che l’assurdo prende forma: nel contrasto tra la vastità del cosmo e la vulnerabilità dei gesti umani.
Chronicles of Cosmic Absurdity racconta un paradosso essenziale: anche nel vuoto siderale, l’umanità continua a desiderare una casa.



Il costruttore di Silenzi 80x60
Prime Time 60x80
Bianconiglio 80x60


Bus Stop 80x60
Planet Picnic 80x60
Memories of the Past di Vincenzo è una serie che esplora il contrasto tra futuro e nostalgia.
Astronauti solitari, immersi in paesaggi lunari, interagiscono con simboli iconici del Novecento — jukebox, pompe di benzina vintage, automobili d’epoca — dando vita a un dialogo surreale tra progresso e memoria.
Con ironia e malinconia, l’artista riflette sull’alienazione moderna e sul desiderio di un passato percepito come più autentico. Un viaggio visivo che invita a interrogarsi sul nostro rapporto con il tempo, la tecnologia e la perdita di familiarità con il presente.



Missed Calling 80x60
Foto di Gruppo 80x60
Tai Chi 80x60



The Walk 70x50
Bathmoon 70x50
Big Bubbles 70x50




Make Sport, Not War è una serie che mette in relazione sport e guerra, trasformando la competizione atletica in una metafora del conflitto umano. Atleti colti in piena azione interagiscono con armi al posto dell’attrezzatura sportiva, generando un contrasto visivo forte e disturbante.
La composizione dinamica e l’uso audace del colore amplificano il messaggio, mentre l’ironia e un’estetica ispirata alla street art invitano alla riflessione. La serie propone una critica diretta alla pervasività della violenza, riaffermando al tempo stesso il valore dello sport come simbolo di pace.





Make Sport, Not War 80X60
Make Sport, Not War 80X60
La serie Greetings From… veicola un messaggio potente e provocatorio sulla condizione ambientale e sociale del mondo contemporaneo. Attraverso l’uso di immagini iconiche — animali simbolo di luoghi specifici e monumenti celebri — l’artista costruisce una parodia delle tradizionali cartoline turistiche, trasformandole in un monito inquietante.
L’apparente familiarità del formato contrasta con il contenuto critico, invitando lo spettatore a riflettere sulle conseguenze del consumo, del degrado ambientale e della perdita di equilibrio tra uomo e natura.



North Glow 80x60

Bambi 60x80
Help Me 60x80
Sidney Jumper 80X60
La serie The Love Series… esplora il concetto di amore in una dimensione contemporanea, in cui tecnologia, isolamento e trasformazione dell’identità influenzano profondamente le relazioni umane. L’artista utilizza elementi simbolici — come cuori iperrealistici e figure umane o ibride — per rappresentare le contraddizioni e le tensioni dell’esperienza amorosa nell’epoca attuale.
Attraverso immagini sospese tra intimità e distacco, la serie mette in luce la fragilità dei legami e la difficoltà di connessione autentica in un contesto sempre più mediato e frammentato.





La Moon Series è una riflessione visiva sull’alienazione e sul paradosso del progresso. Attraverso paesaggi lunari di impronta surreale, l’artista colloca un astronauta solitario di fronte a simboli iconici della cultura terrestre, evocando spaesamento e nostalgia.
I forti contrasti cromatici e l’uso della luce amplificano il senso di estraneità del protagonista, incarnando il bisogno umano di connessione in un mondo sempre più distante. Con questa serie, l’esplorazione dello spazio si trasforma in un’indagine esistenziale sulla condizione dell’uomo contemporaneo.





La Earth Series esplora il legame tra il patrimonio culturale dell’umanità e un futuro post-umano. Un astronauta solitario visita simboli iconici della civiltà, generando una tensione tra passato e futuro.
Con padronanza tecnica e influenze che richiamano Magritte, Warhol e Banksy, l’artista riflette sulla memoria collettiva e sulla fragilità della civiltà umana.









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Questi dipinti non celebrano semplicemente le automobili d’epoca: le vetture diventano strumenti narrativi, mezzi per esplorare temi di trasformazione, fuga e identità. Le auto non sono semplici macchine, ma compagne di viaggio e testimoni silenziosi dei cambiamenti sociali e personali.
Lo stile artistico deciso, con colori intensi e contrasti marcati, amplifica il senso di movimento e tensione, trasformando ogni dipinto in un frammento di una storia più ampia.

























































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